Odio gli indifferenti. Credo come Hebbel che "vivere vuol dire essere partigiani" (1).
Non possono esistere i solamente uomini, gli estranei alla città. Chi vive veramente non può non essere cittadino, e parteggiare. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.
L'indifferenza è il peso morto della storia. E' la palla di piombo per il novatore, è la materia inerte in cui affogano spesso gli entusiasmi più splendenti, è la palude che recinge la vecchia città e la difende meglio delle mura più salde, meglio dei petti dei suoi guerrieri, perché inghiottisce nei suoi gorghi limosi gli assalitori, e li decima e li scora e qualche volta li fa desistere dall'impresa eroica. L'indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. E' la fatalità; e ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che si ribella all'intelligenza e la strozza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, il possibile bene che un atto eroico (di valore universale) può generare, non è tanto dovuto all'iniziativa dei pochi che operano, quanto all'indifferenza, all'assenteismo dei molti. Ciò che avviene, non avviene tanto perché alcuni vogliono che avvenga, quanto perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia fare, lascia aggruppare i nodi che poi solo la spada potrà tagliare, lascia promulgare le leggi che poi solo la rivolta farà abrogare, lascia salire al potere gli uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. La fatalità che sembra dominare la storia non è altro appunto che apparenza illusoria di questa indifferenza, di questo assenteismo. Dei fatti maturano nell'ombra, poche mani, non sorvegliate da nessun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa. I destini di un'epoca sono manipolati a seconda delle visioni ristrette, degli scopi immediati, delle ambizioni e passioni personali di piccoli gruppi attivi, e la massa degli uomini ignora, perché non se ne preoccupa. Ma i fatti che hanno maturato vengono a sfociare; ma la tela tessuta nell'ombra arriva a compimento: e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia che un enorme fenomeno naturale, un'eruzione, un terremoto, del quale rimangono vittima tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. E questo ultimo si irrita, vorrebbe sottrarsi alle conseguenze, vorrebbe apparisse chiaro che egli non ha voluto, che egli non è responsabile. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi anch'io fatto il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, il mio consiglio, sarebbe successo ciò che è successo? Ma nessuno o pochi si fanno una colpa della loro indifferenza, del loro scetticismo, del non aver dato il loro braccio e la loro attività a quei gruppi di cittadini che, appunto per evitare quel tal male, combattevano, di procurare quel tal bene si proponevano.
I più di costoro, invece, ad avvenimenti compiuti, preferiscono parlare di fallimenti ideali, di programmi definitivamente crollati e di altre simili piacevolezze. Ricominciano così la loro assenza da ogni responsabilità. E non già che non vedano chiaro nelle cose, e che qualche volta non siano capaci di prospettare bellissime soluzioni dei problemi più urgenti, o di quelli che, pur richiedendo ampia preparazione e tempo, sono tuttavia altrettanto urgenti. Ma queste soluzioni rimangono bellissimamente infeconde, ma questo contributo alla vita collettiva non è animato da alcuna luce morale; è prodotto di curiosità intellettuale, non di pungente senso di una responsabilità storica che vuole tutti attivi nella vita, che non ammette agnosticismi e indifferenze di nessun genere. Odio gli indifferenti anche per ciò che mi dà noia il loro piagnisteo di eterni innocenti. Domando conto ad ognuno di essi del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime. Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze virili della mia parte già pulsare l'attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c'èin essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano nel sacrifizio; e colui che sta alla finestra, in agguato, voglia usufruire del poco bene che l'attività di pochi procura e sfoghi la sua delusione vituperando il sacrificato, lo svenato perché non è riuscito nel suo intento.
Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.
"La Città futura", pp. 1-1 Raccolto in SG, 78-80.
Nota
(1) Cfr. Friedrich Hebbel, Diario, trad. e introduzione di Scipio Slataper, Carabba, Lanciano 19I2 ("Cultura dell'anima"), p. 82: "Vivere significa esser partigiani" (riflessione n. 2127). Questo stesso pensiero di Hebbel era stato pubblicato nel numero del "Grido del Popolo" del 27 maggio 1916, insieme con le seguenti due "riflessioni" tratte dalla medesima opera: " 1. Un prigioniero è un predicatore della libertà. 2. Alla gioventù si rimprovera spesso di credere che il mondo cominci appena con essa. Ma la vecchiaia crede anche più spesso che il mondo cessi con lei. Cos'è peggio? "
11 febbraio 1917
Antonio Gramsci
sulla vita, l'universo e tutto quanto.
ho 9 lettori fissi.. ne conosco solo uno.. 1: come mi hanno trovato. 2: perchè continuano a tornare. 3: non c'è nessun punto 3.
lunedì 14 marzo 2011
domenica 6 marzo 2011
martedì 1 marzo 2011
l'incredibile dono della procrastinazione
mi piace un sacco questo titolo, quindi lo ripeto un'altra volta.
sono fatto male, ma sono fatto così, qual è il problema?
non ti piaccio? non mi frequentare.
è semplice.
libero arbitrio.
non è che abbia qualcosa da dire.
quindi la finiamo qui.
sono fatto male, ma sono fatto così, qual è il problema?
non ti piaccio? non mi frequentare.
è semplice.
libero arbitrio.
non è che abbia qualcosa da dire.
quindi la finiamo qui.
martedì 22 febbraio 2011
la felicità si sfiora solo a metà salto.
un bel post sincero.
un sacco di tempo che non ne produco uno.
eccolo qui, senza senso, senza filo, solo perchè ne ho un bisogno psichico.
sono felice, o meglio, ero felice, ero un po' più felice oggi pomeriggio di adesso.
ma sono comunque felice.
e non so che fare, ho milioni di progetti in testa che non portano da nessuna parte e voglio seguirli tutti, ma non posso..
libero solo se non libero. il libero arbitrio è una carognata a volte.
e sono un megalomane cazzone, sono un pagliaccio, lo so, lo accetto, vado avanti.
ma son diverso, saranno i baffi ma sono profondamente diverso.
sarà l'amore..
sarà un insieme di sostanze e coincidenze ma son felice cazzo.
e dormo poco, pochissimo.
ma non ho sonno, quasi mai.
poi quando ho sonno comunque non dormo e allora che cazzo ci provo a fare, mi stendo e inizio a pensare a cose a caso.
ad andare con gli elfi, in mezzo al nulla a lavarmi con la cenere, meditare e coltivare.
un lavoro fisico, semplice, lento. come la natura.
sto diventando un fricchettone..
però non solo.
ho dentro anche un imprenditore, che non ha voglia di fare un cazzo, ma c'è.
e rompe i coglioni, insiste con le sue idee del cazzo..
servono soldi! non ne abbiamo, non c'hanno mai interessato.
ma mi sa che è giunto il momento di accumularne.
servono sempre..
ma io non voglio vivere a Milano.
nemmeno in svizzera, questo è certo. un'angoscia ieri!!
è come qui, più o meno, solo più pulito.
poi guardi meglio e capisci che non c'entra un cazzo in fondo.
SEMBRA come qui, ma non lo è.
Lugano sembra Milano, progettata da un computer, tutto perfetto, pulito.
anche l'acqua del fiume scende in modo diverso, più dignitoso, più altezzoso, con del contegno che l'acqua del naviglio non c'ha.
un kebab 8 euro.. ma è un kebab!! è carne rancida con delle verdure cadute per terra! come cazzo fai a farlo pagare così?!
anche un piatto che in thailandia costava tipo 1 euro costa 17! ma come fai!?
con che coraggio!?
che poi perchè a volte scrivono kebap non l'ho capito, è con la p o la b? boh.
comunque parliamone, sai che mi piace.
e senza nessun senso, nello stesso modo in cui è iniziato.
finisce.
un sacco di tempo che non ne produco uno.
eccolo qui, senza senso, senza filo, solo perchè ne ho un bisogno psichico.
sono felice, o meglio, ero felice, ero un po' più felice oggi pomeriggio di adesso.
ma sono comunque felice.
e non so che fare, ho milioni di progetti in testa che non portano da nessuna parte e voglio seguirli tutti, ma non posso..
libero solo se non libero. il libero arbitrio è una carognata a volte.
e sono un megalomane cazzone, sono un pagliaccio, lo so, lo accetto, vado avanti.
ma son diverso, saranno i baffi ma sono profondamente diverso.
sarà l'amore..
sarà un insieme di sostanze e coincidenze ma son felice cazzo.
e dormo poco, pochissimo.
ma non ho sonno, quasi mai.
poi quando ho sonno comunque non dormo e allora che cazzo ci provo a fare, mi stendo e inizio a pensare a cose a caso.
ad andare con gli elfi, in mezzo al nulla a lavarmi con la cenere, meditare e coltivare.
un lavoro fisico, semplice, lento. come la natura.
sto diventando un fricchettone..
però non solo.
ho dentro anche un imprenditore, che non ha voglia di fare un cazzo, ma c'è.
e rompe i coglioni, insiste con le sue idee del cazzo..
servono soldi! non ne abbiamo, non c'hanno mai interessato.
ma mi sa che è giunto il momento di accumularne.
servono sempre..
ma io non voglio vivere a Milano.
nemmeno in svizzera, questo è certo. un'angoscia ieri!!
è come qui, più o meno, solo più pulito.
poi guardi meglio e capisci che non c'entra un cazzo in fondo.
SEMBRA come qui, ma non lo è.
Lugano sembra Milano, progettata da un computer, tutto perfetto, pulito.
anche l'acqua del fiume scende in modo diverso, più dignitoso, più altezzoso, con del contegno che l'acqua del naviglio non c'ha.
un kebab 8 euro.. ma è un kebab!! è carne rancida con delle verdure cadute per terra! come cazzo fai a farlo pagare così?!
anche un piatto che in thailandia costava tipo 1 euro costa 17! ma come fai!?
con che coraggio!?
che poi perchè a volte scrivono kebap non l'ho capito, è con la p o la b? boh.
comunque parliamone, sai che mi piace.
e senza nessun senso, nello stesso modo in cui è iniziato.
finisce.
mercoledì 16 febbraio 2011
ingerenze comiche
questa la scrivo, perchè è veramente troppo bella per non essere divulgata.
presa da www.danieleluttazzi.it
Berlusconi a giudizio con rito immediato. Mi sa che per un po' starò lontano da treni e metropolitane. (Alessandro Scalzo)
presa da www.danieleluttazzi.it
Berlusconi a giudizio con rito immediato. Mi sa che per un po' starò lontano da treni e metropolitane. (Alessandro Scalzo)
lunedì 14 febbraio 2011
sabato 12 febbraio 2011
Saprete altre cose..
4 mesi dall'ultimo post!! un sacco di tempo per uno che dovrebbe aggiornare un blog.
ma questo non è un blog, sono edonismi verbali su pixel.
scrivo quando non ho incontrato durante la giornata abbastanza gente alla quale dire quello che mi passa per la testa e, più in generale, vantarmi.
non mi piace moltissimo il mio carattere.
non mi piace essere egocentrico, superbo, e un sacco di altri aggettivi negativi che possono venirti in mente.
però non è che lo faccio apposta, non sono cattivo.. è colpa di mia madre.
e già questo la dice tutta, do la colpa a mia madre per come sono caratterialmente, denotando un pessimo carattere nel farlo.
anche se ho scoperto qualche ora fa che non è solo colpa sua..
io sono nato nella casa posta in via San Vittore 12 a Milano il 1.9.85 alle 8:25.
che poi sarebbe il Fatebenefratelli, visto che mia madre è cresciuta in viale piave credo conoscesse qualcuno lì.
ma sto divagando.
come sempre.
sono Vergine, ascendente Vergine.
ho scoperto, dicevo, questa sera che il caratteraccio che ho è dovuto a questa strana combinazione d'eventi e intersezioni cosmiche, o quel che l'è. io pensavo i vergini fossero precisi e metodici, organizzatori per eccellenza, la qual cosa io non sono affatto!! vedesi la mia scrivania e tutto ciò che riguarda ciò che è solamente mio e che amministro come se nessun altro abbia la minima possibilità di ritrovarcisi.. forse lo faccio proprio per questo, forse.
più probabilmente perchè non riesco a mettermi lì e fare una cosa, però mi piace più o meno tutto, quindi prendo volantini, libelli, fogliettini improbabili sui quali annotare un'idea che poi perdo immancabilmente e ritrovo a mesi di distanza ridendo.
e quindi tutto lo scibile è su una scrivania, senza nesso logico od ordine, il tutto immerso nella musica e in dei cavi per collegare qualcosa a qualcos'altro, da bravi cavi infatti, collegano.
la mia è una cultura basata sulle rubriche tipo "spigolature", o comunque informazioni completamente inutili che mi rimangono in testa senza soluzione di continuità o senso riferito all'uso che ne posso fare.
tipo oggi ho letto mentre cacavo una storiella di un tipo da qualche parte che ha fatto qualcosa, ma non ricordo altro!
per la precisione ricordo che, in svizzera, un tale di nome: *** *** ha iniziato a fare murales di gente stilizzata credo in stile Keith Haring ma non lo so perchè da bravo stronzo non ho approfondito, per esprimere la spersonalizzazione che le città tendono a causare nella società, è stato subito riconosciuto e apprezzato dalla critica, ed è stato altrettantemente riconosciuto dalla polizia helvetica, che l'ha arrestato e messo in galera per 6 mesi.
poi mi ricordo che Luigi XIV, ma poteva essere anche il secondo, aveva un solo grave problema nella sua vita: decidere la mattina se bere un tè o una cioccolata.
perchè il tè ne manteneva la linea, mentre la cioccolata, dal gusto più soddisfacente ma più consistente dal punto di vista ciccioso, come credo dicessero allora, lo avrebbe fatto ingrassare.
oppure so perchè il canguro si chiama così, lo vuoi sapere? chiedimelo la prossima volta che ci vediamo, se hai 20 minuti da investire in una mia risposta che soddisferà la tua domanda iniziale per i primi 2 minuti, dopodiché un fiume di parole e tempi comici ti sommergerà senza pietà alcuna. fino a che griderai pietà. da allora dovrai disquisire tu di qualcosa di bello che ti è successo sennò non sarò soddisfatto e non ti parlo più. gnè.
perchè a me piace un sacco parlare, e si vede.
ma anche ascoltare!
mi sa che so' frocio.
perchè comunque quando racconto qualcosa ci metto tutto me stesso e, sempre per lo stesso discorso del carattere der cazzo, mi viene maledettamente bene.
oh, me lo dice laggente Zio, non è che sparo a caso.
e io ringrazio, un po' mi vergogno, e sono sincero quando mi vergogno se mi fanno un complimento di persona.
non mi viene da pavoneggiarmi lì per lì, magari lo faccio dopo, magari qui, magari con qualcuno, però lo faccio.
scrivo per un bisogno, non cercarci un senso o un filo logico, mi esce così dalla testa e lo butto giù senza riguardarlo, lo rovinerei, forse, forse non ho la costanza né la voglia di mettermi lì a far la prosa, anche se mi è stato chiesto(!?)
dovrei trovare un editor che corregga tutto, ti va di farlo? assunta. stage eterno. contenta?
vedi, mi so' perso.. fammi andare a ricontrollare che cazzo volevo dire..
mah, parlavo un po' di me e un po' di te..
ancora meno filo logico del solito, questo post non ha nemmeno una struttura o qualche strano avvenimento sul quale basarsi.
vorrei studiare meglio la mia lingua, e saper scrivere in inglese abbastanza bene da buttarla giù nell'altra lingua che padroneggio una minima.
ma ho deciso, ecco dove stava la scintilla che ha dato fuoco a questo post: inizierò a fare un videoblog.
il tutto perchè mi sono messo in un'impresa che definire più grande di me è un eufemismo.
hai presente Canterbury?
massì, dove c'è la chiesa famosa, quel posto "vicino" Londra. poi stasera qualcuno mi ha detto che ci è nato qualcuno di famoso, ma non ricordo..
comunque: da Canterbury a Roma di corsa.
non sto scherzando.
a luglio parto.
[eh, ma il Canale della Manica Zion?!]
A NUOTO!!
no, non è vero. quello lo facciamo come le persone normali, nel tunnel che c'è sotto la manica.
in treno credo, non ne abbiamo ancora parlato.
è tutto in divenire, che è un bel modo di dire che nun so' un secha io! sicché.
comunque il tutto per dire che ho un sacco di idee improbabili in testa.
prima fra tutte; la prima che mi è venuta in mente:
_ fondare il primo ostello gratutito
non è una stronzata, ci ho ragionato sopra quando vivevo ad Amsterdam e piombavo marmo. c'è tutto un progetto dietro di camerate gratuite e camere singole in cambio di volontariato incredibilmente funzionale secondo me, certo: nessuno ci guadagnerebbe un cazzo, però non è male come idea secondo me.
alla fine i soldi non fanno la felicità, no!?
o, per dirla come Henny Youngman: What's the use of happiness? it can't buy you money.
e, per dirla come Daniele Luttazzi: A tutti piacciono le minorenni, per questo c'è una legge.
che non c'entra un cazzo ma non trovo la citazione giusta e non la ricordo con esattezza..
ed è sempre meglio non divulgare cazzate.
comunque mi son perso e il post è già abbastanza lungo.
il tutto per dire che farò videoblog da ora in poi, forse.
cercasi editors. non pagati, naturalmente.
ma questo non è un blog, sono edonismi verbali su pixel.
scrivo quando non ho incontrato durante la giornata abbastanza gente alla quale dire quello che mi passa per la testa e, più in generale, vantarmi.
non mi piace moltissimo il mio carattere.
non mi piace essere egocentrico, superbo, e un sacco di altri aggettivi negativi che possono venirti in mente.
però non è che lo faccio apposta, non sono cattivo.. è colpa di mia madre.
e già questo la dice tutta, do la colpa a mia madre per come sono caratterialmente, denotando un pessimo carattere nel farlo.
anche se ho scoperto qualche ora fa che non è solo colpa sua..
io sono nato nella casa posta in via San Vittore 12 a Milano il 1.9.85 alle 8:25.
che poi sarebbe il Fatebenefratelli, visto che mia madre è cresciuta in viale piave credo conoscesse qualcuno lì.
ma sto divagando.
come sempre.
sono Vergine, ascendente Vergine.
ho scoperto, dicevo, questa sera che il caratteraccio che ho è dovuto a questa strana combinazione d'eventi e intersezioni cosmiche, o quel che l'è. io pensavo i vergini fossero precisi e metodici, organizzatori per eccellenza, la qual cosa io non sono affatto!! vedesi la mia scrivania e tutto ciò che riguarda ciò che è solamente mio e che amministro come se nessun altro abbia la minima possibilità di ritrovarcisi.. forse lo faccio proprio per questo, forse.
più probabilmente perchè non riesco a mettermi lì e fare una cosa, però mi piace più o meno tutto, quindi prendo volantini, libelli, fogliettini improbabili sui quali annotare un'idea che poi perdo immancabilmente e ritrovo a mesi di distanza ridendo.
e quindi tutto lo scibile è su una scrivania, senza nesso logico od ordine, il tutto immerso nella musica e in dei cavi per collegare qualcosa a qualcos'altro, da bravi cavi infatti, collegano.
la mia è una cultura basata sulle rubriche tipo "spigolature", o comunque informazioni completamente inutili che mi rimangono in testa senza soluzione di continuità o senso riferito all'uso che ne posso fare.
tipo oggi ho letto mentre cacavo una storiella di un tipo da qualche parte che ha fatto qualcosa, ma non ricordo altro!
per la precisione ricordo che, in svizzera, un tale di nome: *** *** ha iniziato a fare murales di gente stilizzata credo in stile Keith Haring ma non lo so perchè da bravo stronzo non ho approfondito, per esprimere la spersonalizzazione che le città tendono a causare nella società, è stato subito riconosciuto e apprezzato dalla critica, ed è stato altrettantemente riconosciuto dalla polizia helvetica, che l'ha arrestato e messo in galera per 6 mesi.
poi mi ricordo che Luigi XIV, ma poteva essere anche il secondo, aveva un solo grave problema nella sua vita: decidere la mattina se bere un tè o una cioccolata.
perchè il tè ne manteneva la linea, mentre la cioccolata, dal gusto più soddisfacente ma più consistente dal punto di vista ciccioso, come credo dicessero allora, lo avrebbe fatto ingrassare.
oppure so perchè il canguro si chiama così, lo vuoi sapere? chiedimelo la prossima volta che ci vediamo, se hai 20 minuti da investire in una mia risposta che soddisferà la tua domanda iniziale per i primi 2 minuti, dopodiché un fiume di parole e tempi comici ti sommergerà senza pietà alcuna. fino a che griderai pietà. da allora dovrai disquisire tu di qualcosa di bello che ti è successo sennò non sarò soddisfatto e non ti parlo più. gnè.
perchè a me piace un sacco parlare, e si vede.
ma anche ascoltare!
mi sa che so' frocio.
perchè comunque quando racconto qualcosa ci metto tutto me stesso e, sempre per lo stesso discorso del carattere der cazzo, mi viene maledettamente bene.
oh, me lo dice laggente Zio, non è che sparo a caso.
e io ringrazio, un po' mi vergogno, e sono sincero quando mi vergogno se mi fanno un complimento di persona.
non mi viene da pavoneggiarmi lì per lì, magari lo faccio dopo, magari qui, magari con qualcuno, però lo faccio.
scrivo per un bisogno, non cercarci un senso o un filo logico, mi esce così dalla testa e lo butto giù senza riguardarlo, lo rovinerei, forse, forse non ho la costanza né la voglia di mettermi lì a far la prosa, anche se mi è stato chiesto(!?)
dovrei trovare un editor che corregga tutto, ti va di farlo? assunta. stage eterno. contenta?
vedi, mi so' perso.. fammi andare a ricontrollare che cazzo volevo dire..
mah, parlavo un po' di me e un po' di te..
ancora meno filo logico del solito, questo post non ha nemmeno una struttura o qualche strano avvenimento sul quale basarsi.
vorrei studiare meglio la mia lingua, e saper scrivere in inglese abbastanza bene da buttarla giù nell'altra lingua che padroneggio una minima.
ma ho deciso, ecco dove stava la scintilla che ha dato fuoco a questo post: inizierò a fare un videoblog.
il tutto perchè mi sono messo in un'impresa che definire più grande di me è un eufemismo.
hai presente Canterbury?
massì, dove c'è la chiesa famosa, quel posto "vicino" Londra. poi stasera qualcuno mi ha detto che ci è nato qualcuno di famoso, ma non ricordo..
comunque: da Canterbury a Roma di corsa.
non sto scherzando.
a luglio parto.
[eh, ma il Canale della Manica Zion?!]
A NUOTO!!
no, non è vero. quello lo facciamo come le persone normali, nel tunnel che c'è sotto la manica.
in treno credo, non ne abbiamo ancora parlato.
è tutto in divenire, che è un bel modo di dire che nun so' un secha io! sicché.
comunque il tutto per dire che ho un sacco di idee improbabili in testa.
prima fra tutte; la prima che mi è venuta in mente:
_ fondare il primo ostello gratutito
non è una stronzata, ci ho ragionato sopra quando vivevo ad Amsterdam e piombavo marmo. c'è tutto un progetto dietro di camerate gratuite e camere singole in cambio di volontariato incredibilmente funzionale secondo me, certo: nessuno ci guadagnerebbe un cazzo, però non è male come idea secondo me.
alla fine i soldi non fanno la felicità, no!?
o, per dirla come Henny Youngman: What's the use of happiness? it can't buy you money.
e, per dirla come Daniele Luttazzi: A tutti piacciono le minorenni, per questo c'è una legge.
che non c'entra un cazzo ma non trovo la citazione giusta e non la ricordo con esattezza..
ed è sempre meglio non divulgare cazzate.
comunque mi son perso e il post è già abbastanza lungo.
il tutto per dire che farò videoblog da ora in poi, forse.
cercasi editors. non pagati, naturalmente.
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